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MUSICA - 'DEMO OF THE MONTH REVIEW'
Se non fosse per il fatto che parlano in
italiano, potrebbero sembrare i cugini dei Linkin Park... almeno
per quanto riguarda l'immagine.
Poi, ascolti la loro musica e scopri che sono piu' duri, piu'
incazzati
Ci parli assieme mezz'ora e li trovi intelligenti,
sensibili e molto, molto disponibili. Sono di milano e dintorni,
amici d'infanzia dai tempi delle elementari. Come spesso accade
in questi casi, i quattro vengono da esperienze in gruppi diversi,
dalle influenze piu' disparate: hardcore, metal, rock
La
formazione ha mosso i primi passi nel 2000 con una lunga serie
di concerti, una settantina in tutto.
L'impostazione della band era a due voci, una melodica e una urlata:
"un fatto innovativo nella musica. Erano pochi i gruppi,
in Italia, che usavano due cantanti. Mi ricordo solo i Linea 77",
racconta Alessandro, il chitarrista. Una linea di basso serrata
e selvaggia apre il cd. Poi arrivano urla e sussurri, fino all'esplosione
del refrain. E' Justify, prima traccia del demo: "il basso
e' in evidenza almeno quanto la chitarra. Non c'e' sovrapposizione.
Essere in quattro, permette a tutti di esprimersi al cento per
cento. Ognuno ha il suo ruolo e puo' far bene la sua parte",
aggiunge Simone, il cantante, a commento dei brani. "Nei
testi ci sono riflessioni introspettive sulle relazioni con gli
altri e su quello che la vita ci riserva per il futuro. Sono testi
positivi. Non mi piace il messaggio superficiale di certe band
new metal".
Un sound cosi' ben definito non merita, pero', di restare chiuso
nei confini nazionali.
In effetti l'inglese si sposa bene con la potenza dei loro brani:
"Pensiamo di proporci anche all'estero. A volte, in Italia,
e' proprio difficile farsi accettare suonando new metal.
In alcuni locali, dopo il primo urlo, alcune persone si sono alzate
e sono uscite in tutta fretta".
Che dire? Peggio per loro
[Michela Vecchia]
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